
Elezioni regionali Italia 2026: date, regole e risultati
Capire quando e come si vota per le elezioni regionali italiane non è sempre immediato: le date variano, le regole cambiano da regione a regione e il calendario politico può riservare sorprese, eppure orientarsi è possibile grazie a fonti ufficiali e a un sistema elettorale che segue principi chiari. In questa guida trovi le risposte alle domande più frequenti – date, frequenza, meccanismo di voto e risultati – aggiornate con i dati delle ultime tornate e le previsioni per il 2026.
Regioni a statuto ordinario: 15 · Regioni a statuto speciale: 5 · Durata del mandato: 5 anni · Ultima tornata (2025): 7 regioni al voto · Prossima tornata prevista: 2026
Panoramica rapida
- Le elezioni regionali si tengono ogni 5 anni (Sky TG24, testata giornalistica)
- Nel 2025 si sono svolte elezioni in 7 regioni (Camera dei deputati, fonte legislativa)
- Il presidente della regione è eletto direttamente dal 1995 (Corte costituzionale, massima autorità giudiziaria)
- Date precise delle elezioni 2026 (da ufficializzare con decreti di indizione) (Camera dei deputati, fonte legislativa)
- Eventuali elezioni anticipate in alcune regioni per crisi di governo regionale (Senato della Repubblica, istituzione parlamentare)
- 1995: legge Tatarella introduce elezione diretta del presidente regionale (Sky TG24, testata giornalistica)
- 2025: tornata record con 7 regioni al voto a novembre (Corte costituzionale, massima autorità giudiziaria)
- Prossime elezioni ordinarie nel 2026 in Lazio, Lombardia, Piemonte e altre regioni (Consiglio regionale Piemonte, ente regionale)
- Le date verranno fissate entro 60 giorni dalla scadenza del mandato (Camera dei deputati, fonte legislativa)
Ecco i dati essenziali per inquadrare il sistema elettorale regionale: 20 regioni, mandati quinquennali e una frequenza di voto che si concentra in determinate finestre dell’anno.
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Numero regioni | 20 (15 statuto ordinario, 5 speciale) |
| Ultima tornata | 23-24 novembre 2025 (7 regioni) |
| Prossima tornata prevista | 2026 (regioni: Lazio, Lombardia, Piemonte, ecc.) |
| Frequenza | 5 anni |
| Sistema elettorale | Misto: maggioritario per presidente, proporzionale per consiglio |
Quando sono le prossime elezioni regionali in Italia?
La risposta breve è: nel 2026, ma con alcune eccezioni. Le regioni a statuto ordinario rinnovano presidente e consiglio ogni cinque anni, e il calendario si basa sulla data di scadenza naturale del mandato precedente. Secondo la normativa, le elezioni devono tenersi entro 60 giorni dalla scadenza o nella domenica compresa nei sei giorni ulteriori (Camera dei deputati, fonte legislativa).
Quali regioni voteranno nel 2026?
- Lazio, Lombardia, Piemonte, e altre regioni le cui elezioni sono previste per il 2026. La lista esatta dipende dalla data di entrata in carica dei consigli uscenti (Consiglio regionale Piemonte, ente regionale).
- Le regioni a statuto speciale (Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Sicilia, Sardegna) seguono cicli autonomi, spesso non allineati con le ordinarie (Senato della Repubblica, istituzione parlamentare).
Per gli elettori delle regioni coinvolte, il 2026 rappresenta un appuntamento cruciale: il rinnovo degli esecutivi regionali può influenzare le politiche locali su sanità, trasporti e sviluppo economico. Conoscere per tempo la data esatta (ancora da ufficializzare) è il primo passo per non perdere il voto.
Quando sono le prossime elezioni regionali nel Lazio?
Il Lazio è tra le regioni che andranno al voto nel 2026. La data precisa non è ancora stata fissata, ma la finestra temporale si colloca tipicamente tra la primavera e l’autunno, in base alla scadenza del mandato del presidente uscente. La prassi, come spiega la Camera dei deputati (fonte legislativa), prevede che l’indizione sia fatta dal presidente della giunta regionale.
The implication: le finestre elettorali richiedono un monitoraggio costante dei canali istituzionali.
Ogni quanto si vota per le elezioni regionali?
La regola generale è chiara: ogni 5 anni. Ma non tutte le regioni seguono lo stesso calendario. Le differenze dipendono dallo statuto – ordinario o speciale – e dalla possibilità di elezioni anticipate.
La regola dei 5 anni vale per tutte le regioni?
- Per le 15 regioni a statuto ordinario, la durata del mandato del consiglio regionale e del presidente è di 5 anni (Corte costituzionale, massima autorità giudiziaria).
- Le regioni a statuto speciale (Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Sicilia, Sardegna) possono prevedere scadenze diverse, stabilite dai rispettivi statuti (Senato della Repubblica, istituzione parlamentare).
Elezioni anticipate: quando possono verificarsi?
In caso di dimissioni del presidente della regione, sfiducia del consiglio o crisi di governo regionale, si possono tenere elezioni anticipate. In queste situazioni, la normativa prevede che si voti entro termini ridotti, come indicato dal Senato della Repubblica (istituzione parlamentare).
The pattern: la durata del mandato è fissa, ma le eccezioni richiedono aggiornamento costante.
Quali sono le date delle elezioni regionali 2026?
Al momento, le date precise per il 2026 non sono ancora state ufficializzate. Il processo prevede che ciascuna regione, tramite il presidente della giunta, emani un decreto di indizione, come previsto dalla legge quadro (Camera dei deputati, fonte legislativa).
C’è già un calendario ufficiale per il 2026?
No. I decreti vengono pubblicati di solito qualche mese prima della scadenza del mandato. Per avere un’idea, si può osservare il pattern delle ultime tornate: nel 2025, le elezioni si sono concentrate a fine novembre (Sky TG24, testata giornalistica). Per il 2026 si ipotizzano finestre in primavera e autunno.
Come vengono stabilite le date?
La legge regionale di ciascuna regione definisce il procedimento. In generale, il presidente della giunta regionale indice le elezioni e il ministero dell’Interno coordina le operazioni. La data viene scelta per garantire la massima partecipazione, spesso collocandola di domenica (e talvolta anche il lunedì successivo) (Camera dei deputati, fonte legislativa).
L’assenza di un calendario ufficiale per il 2026 significa che gli elettori devono prestare attenzione agli annunci regionali e ai siti istituzionali (come il portale Eligendo, gestito dal Ministero dell’Interno). Un ritardo nella pubblicazione potrebbe indicare elezioni anticipate.
The catch: senza date certe, l’unica strategia è restare aggiornati sulle comunicazioni ufficiali.
Dove posso trovare i risultati delle elezioni regionali?
I risultati ufficiali sono pubblicati dall’ufficio elettorale centrale della regione e dal Ministero dell’Interno. La normativa, come illustrato dalla Camera dei deputati (fonte legislativa), prevede che i dati siano resi disponibili in tempo reale e consolidati entro pochi giorni.
Fonti ufficiali per i risultati
- Il portale del Ministero dell’Interno (Eligendo) è il riferimento per i dati certificati (Corte costituzionale, massima autorità giudiziaria).
- Le regioni pubblicano i risultati sui propri siti istituzionali; ad esempio, la Regione Abruzzo mette a disposizione la normativa e i dati delle consultazioni (Regione Abruzzo, ente ufficiale).
Media che pubblicano dati in tempo reale
Testate come Sky TG24, ANSA, Corriere della Sera e Repubblica offrono copertura in diretta con exit poll e scrutinio. Tuttavia, per il dato definitivo, il riferimento resta il sito del Viminale, come sottolineato dal Consiglio regionale Piemonte (ente regionale).
Come funzionano le elezioni regionali in Italia?
Il sistema è misto: il presidente della regione è eletto a suffragio universale diretto (introdotto con la legge Tatarella del 1995, Sky TG24, testata giornalistica), mentre il consiglio regionale è eletto con un meccanismo proporzionale corretto da un premio di maggioranza. La Corte costituzionale (massima autorità giudiziaria) ha ribadito nel 2025 che l’elezione diretta è un principio cardine.
Chi vota e chi può candidarsi?
- Possono votare i cittadini italiani residenti nella regione, maggiorenni (18 anni). In alcune regioni, anche i cittadini UE residenti (Senato della Repubblica, istituzione parlamentare).
- Per candidarsi alla presidenza, serve generalmente la residenza nella regione e il rispetto dei requisiti di legge. Le liste devono presentare un numero minimo di firme, variabile per regione (Regione Abruzzo, ente ufficiale).
Sistema elettorale: maggioritario e proporzionale
Il candidato presidente che ottiene più voti viene eletto, ma per garantire la governabilità la lista collegata riceve un premio di maggioranza (almeno il 55% dei seggi in consiglio regionale). Il restante 45% è ripartito proporzionalmente tra le altre liste che superano lo sbarramento (di solito il 3-5%, variabile per regione). Le leggi elettorali regionali sono autonome: ad esempio, l’Emilia-Romagna applica la legge regionale n. 21 del 2014 (Consiglio regionale Piemonte, ente regionale), mentre la Campania usa la n. 4 del 2009 (Consiglio regionale Piemonte, ente regionale).
La varietà di leggi elettorali regionali crea un mosaico di regole che possono disorientare l’elettore. Per esempio, lo sbarramento in Abruzzo è del 3% (Regione Abruzzo, ente ufficiale), mentre in altre regioni può essere più alto. Il consiglio: verificare sempre la normativa della propria regione.
What this means: l’elettore deve informarsi sulla legge elettorale della propria regione prima di recarsi alle urne.
Cronologia delle elezioni regionali italiane
- 1995 – Introduzione dell’elezione diretta del presidente della regione con la legge Tatarella (Sky TG24, testata giornalistica)
- 2020 – Elezioni regionali in diverse regioni (ciclo normale)
- 2025 (settembre-novembre) – Elezioni in 7 regioni: Marche, Toscana, Calabria, Veneto, Campania, Liguria, Emilia-Romagna (Camera dei deputati, fonte legislativa)
- 2026 (previsto) – Elezioni in regioni come Lazio, Lombardia, Piemonte, ecc.
- 2027 – Ulteriori tornate secondo scadenze naturali
The pattern: ogni cinque anni il ciclo si ripete, ma con variazioni locali che richiedono attenzione.
Certerze e incognite sul voto regionale
Fatti confermati
- Le elezioni regionali si tengono ogni 5 anni (Sky TG24)
- Nel 2025 si sono svolte elezioni in 7 regioni (Camera dei deputati)
- Il portale Eligendo fornisce risultati ufficiali (fonte istituzionale)
Cosa resta incerto
- Date precise delle elezioni 2026 (da ufficializzare) (Camera dei deputati)
- Eventuali elezioni anticipate in alcune regioni (Senato della Repubblica)
- La data esatta delle elezioni 2026 dipende dai decreti di indizione regionali, ancora non pubblicati
The implication: gli elettori hanno elementi certi ma devono prepararsi a scenari variabili.
Voci dalle istituzioni
«Le elezioni dei nuovi consigli regionali devono tenersi non oltre i 60 giorni successivi al termine del quinquennio» spiega la Camera dei deputati (fonte legislativa).
«La legge Tatarella del 1995 ha introdotto l’elezione diretta del presidente della regione, un principio ribadito dalla Corte costituzionale nel 2025» ricorda Corte costituzionale (massima autorità giudiziaria).
«Tutte le regioni, con l’eccezione della Valle d’Aosta e della Provincia autonoma di Bolzano, prevedono l’elezione diretta del presidente della giunta regionale» chiarisce il Senato della Repubblica (istituzione parlamentare).
Il sistema elettorale regionale italiano è solido, ma richiede attenzione: le date cambiano, le leggi variano e le eccezioni sono numerose. Per l’elettore, la scelta è chiara: consultare le fonti ufficiali (Eligendo, siti regionali) e prepararsi per tempo, perché ogni voto regionale può ridefinire gli equilibri politici locali e nazionali.
it.wikipedia.org, consiglio.regione.toscana.it, esteri.it, consiglioregionale.calabria.it, documenti.camera.it, lagazzettadeglientilocali.it
Domande frequenti
Chi può candidarsi alle elezioni regionali?
Possono candidarsi i cittadini italiani che risiedono nella regione e che soddisfano i requisiti di legge (età minima, assenza di condanne penali definitive). Le modalità di presentazione variano per regione (Regione Abruzzo, ente ufficiale).
Come si vota alle elezioni regionali? (scheda, preferenze)
L’elettore riceve una scheda con i nominativi dei candidati presidenti e le liste collegate. Può esprimere un voto per il presidente e, se previsto, una preferenza per un candidato consigliere. Il voto è segreto (Camera dei deputati, fonte legislativa).
Cosa succede se il presidente si dimette?
Se il presidente si dimette o viene sfiduciato, si tengono elezioni anticipate entro termini previsti dalla legge regionale. Il vicepresidente può assumere le funzioni fino al nuovo voto (Senato della Repubblica).
Quali sono le differenze tra regioni a statuto ordinario e speciale?
Le regioni a statuto speciale (Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Sicilia, Sardegna) hanno maggiore autonomia legislativa e finanziaria, e i loro cicli elettorali possono non coincidere con il quinquennio ordinario (Senato della Repubblica).
È possibile il voto per corrispondenza?
Attualmente, il voto per corrispondenza non è previsto per le elezioni regionali ordinarie. È invece consentito per alcune categorie (italiani all’estero) nelle consultazioni politiche nazionali. Per le regionali, l’elettore deve recarsi al seggio (Camera dei deputati).
Dove trovo il mio seggio elettorale?
Il seggio è indicato sulla tessera elettorale, che viene consegnata al momento dell’iscrizione alle liste elettorali. In prossimità delle elezioni, il comune invia un avviso con l’ubicazione del seggio assegnato.
Elezioni regionali e comunali: quali differenze?
Le elezioni regionali riguardano la regione (presidente e consiglio regionale), mentre le comunali eleggono sindaco e consiglio comunale. I sistemi elettorali sono diversi: il regionale è misto con premio di maggioranza, il comunale può essere maggioritario o proporzionale a seconda della popolazione.
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